Artisti
Veronesi Luigi
Luigi Veronesi nasce a Milano nel 1908. All'età di sedici anni inizia a frequentare l'Istituto tecnico e, per desiderio dei genitori, si iscrive al corso per disegnatore tessile; intanto segue lezioni di pittura dal professore Carmelo Violante, modesto pittore. Negli anni Venti stringe amicizia col gruppo di intellettuali che fa capo alla rivista Poligono; si occupa di studi tecnici sulla pittura e produce i primi disegni ed opere grafiche: le sue prime opere sono figurative e risentono dell'influsso del gruppo Novecento, in particolare delle opere di Mario Sironi. Si avvicina alla fotografia e scopre la tecnica del fotogramma. Il suo lavoro di disegnatore di tessuti lo porta spesso a Parigi dove ha modo di conoscere l'avanguardia europea ed artisti quali Fernand Léger, Robert e Sonia Delaunay, Georges Vantongerloo; nella capitale francese aderisce al gruppo di Abstraction-Création. Nel 1930, alla XVII Biennale di Venezia conosce gli sviluppi dell'arte tedesca, le opere di Kandinsky, Klee, Schlemmer, di altri artisti del Bauhaus e di Modigliani, espressioni artistiche più vicine al suo concetto di pittura di quanto non lo fossero quelle italiane del gruppo Novecento. Abbandona quindi l'arte figurativa per l'arte concreta ed approfondisce gli studi sulla matematica e la geometria alla base della sua concezione artistica. Nel 1932 Veronesi presenta la sua prima mostra personale alla Libreria del Milione a Milano, entrando a far parte del gruppo di artisti associati alla Galleria del Milione, che gli permette di essere a contatto con l'avanguardia europea. L'anno successivo si unisce al gruppo che gravita intorno alla rivista Campo Grafico: nascono le prime scene teatrali e bozzetti di costume. In questi lavori geometrico-astratti si intravede l'influsso di Enrico Prampolini, la cui amicizia con Veronesi è rinsaldata dall'amore che entrambi nutrono per il teatro. Veronesi si dedica inoltre all'arte grafica, creando copertine per riviste ed illustrando libri; analizza il linguaggio cinetico del cinema, che lo porta a creare film astratti. Per tutta la sua vita Veronesi svolgerà l'attività di artista con uguale entusiasmo in vari settori (oltre a quelli già accennati, nel 1990, all'età di ottantadue anni, si dedicherà alla ceramica). Sul versante della pittura, la sua arte diventa sempre più astratta ed acquista un carattere rigorosamente geometrico. Nel 1948 aderisce al MAC, movimento arte concreta, i cui principi si fondano sull'idea che l'arte deve esprimersi in forme libere e autonome. Partecipa alle collettive del MAC e diventa presidente del movimento per gli anni 1956-57. Il desiderio che l'arte divenga parte integrante della vita, porta Veronesi a svolgere anche l'attività di insegnante. Nel 1965 è invitato a tenere lezioni di grafica nell'ambito di un corso di disegno industriale a Venezia, incarico che terrà fino al 1971. Dal 1972 al 1977 è professore di scienze del colore all'Accademia di Brera di Milano. Nel 1980 è nominato professore di composizione e teoria del colore alla nuova Accademia di Milano, dove insegnerà fino al 1987. Negli anni Settanta continua la ricerca sul rapporto colore-suono, cui si era già dedicato negli anni Trenta, e trasporta in pittura pezzi musicali. Dagli anni Ottanta si organizzano a livello nazionale ed internazionale, mostre personali a lui dedicate. Luigi Veronesi muore a Milano nel 1998.
I colori
    
I Fiori
    
I numeri
    
La Lena e il Bombo
    
La marcia dello scalone
    

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