Artisti
Cucchi Enzo
Enzo Cucchi nasce a Morro d'Alba, in provincia di Ancona, nel 1949. Si avvicina alla pittura da autodidatta, vincendo anche dei premi. Si disinteressa poi a questa attività, attirato piuttosto dalla poesia e frequenta personalità come Milo De Angelis, responsabile della rivista Tau. Nella cerchia dell'editore La Nuova Foglia di Macerata, presso cui pubblica la sua raccolta di scritti Il veleno è stato sollevato e trasportato (1976), incontra il critico Achille Bonito Oliva. Alla metà degli anni Settanta si reca frequentemente a Roma, dove riprende il suo interesse per l'attività artistica. Qui incontra il gallerista e critico Mario Diacono, con cui espone in Italia e negli Stati Uniti, e gli artisti Sandro Chia e Francesco Clemente, con i quali lavora a stretto contatto. Nel clima di fermento artistico vissuto a Roma, Cucchi presenta nel 1977 una installazione di disegni d'Arte, mentre nello stesso anno tiene a Milano la sua prima mostra personale. Fin dall'inizio il suo lavoro s'impone per l'originalità, rispetto alle tendenze predominanti alla fine degli anni Settanta. Adottando lo sperimentalismo tipico di quelle tendenze, Cucchi recupera però anche i mezzi espressivi più tradizionali del fare arte. Le sue sono installazioni dei più diversi materiali, dislocati liberamente nello spazio espositivo, ma utilizzati come supporto dell'immagine: dipinta, scolpita, disegnata. Espone presso molte gallerie italiane. All'inizio degli anni Ottanta comincia ad essere riconosciuto anche all'estero come un artista fra i più rappresentativi della nuova temperie culturale, che fa del ritorno alla figurazione il tratto distintivo del decennio. La sua attività espositiva si fa intensa. Ma gli interessi poliedrici di Cucchi spaziano oltre l'attività espositiva vera e propria. Diverse sono le sculture permanenti all'aperto, come quella senza titolo installata al Bruglinger Park di Basilea (1984) e presso il Lousiana Museum of Art di Humlebaek, Copenhagen (1985), o ancora la fontana nel giardino del Museo Pecci di Prato (1988) e la "Fontana d'Italia" all'ingresso della York University di Toronto (1993). Tuttora in corso è la collaborazione con l'architetto svizzero Mario Botta, impegnato nel progetto di una chiesa a Monte Tamaro in Canton Ticino, per la quale Cucchi ha realizzato le decorazioni interne e l'altare maggiore. Il suo stretto rapporto con poeti e scrittori come Paolo Volponi, Goffredo Parise, Giovanni Testori, Ruggero Guarini, Alberto Boatto, Paul Evangelisti, ha spinto Cucchi a disegnare per i loro libri, e i letterati a scrivere del lavoro dell'artista. Cucchi ha inoltre lavorato anche nell'ambito del teatro, disegnando scene e costumi per La Bottega Fantastica di Rossini e Respighi per Rossini OperaFestival 1982 a Pesaro, Pentesilea di Von Kleist (1986), Tosca di Puccini al Teatro dell'Opera di Roma (1990-1991), Le esequie della Luna di Pennisi a Gibellina (1991) ed Elogio della follia da Erasmo (1992). Per Cucchi la pittura, la scultura e il disegno (l'artista è senz'altro uno dei più interessanti disegnatori della sua generazione) diventano gli strumenti necessari per esternare la propria interiorità; le sue immagini appartengono ad un universo poetico spesso allusivo al mondo popolare e alla sua cultura oppure si danno come l'emissione diretta dell'inconscio. La sua è una forma d'arte radicata nella memoria esistenziale, ma che riesce ad essere coinvolgente in senso emotivo ben al di là dell'appartenenza ad una comunità distinta. Enzo Cucchi vive tra Ancona e Roma, dove si è trasferito dal 1984, e sia la città di elezione sia la terra d'origine ricorrono spesso fra i temi della sua opera.
Silenzio e Desiderio
    

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